venerdì 9 gennaio 2015

UN AVVENIMENTO CHE RESTA L'EMBLEMA INDISSOLUBILE DEL RISCATTO DELLA DONNA NEI CONFRONTI DELLA PREPOTENZA, DELLA VIOLENZA E DEL DISPOTISMO

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9 gennaio:
 Nel 1947 nasceva questa donna... Il suo nome è Franca Viola, la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore, diventando un simbolo della crescita civile dell'Italia nel secondo dopoguerra e dell'emancipazione delle donne italiane. Il 26 dicembre 1965, all'età di 17 anni, Franca Viola fu rapita (assieme al fratellino Mariano di 8 anni, subito rilasciato) dal fidanzato Filippo Melodia, che agì con l'aiuto di dodici amici, con i quali devastò l'abitazione della giovane ed aggredì la madre che tentava di difendere la figlia. La ragazza fu violentata e quindi segregata per otto giorni in un casolare al di fuori del paese e poi in casa della sorella di Melodia ad Alcamo stessa; il giorno di Capodanno, il padre della ragazza fu contattato dai parenti di Melodia per la cosiddetta "paciata", ovvero per un incontro volto a mettere le famiglie davanti al fatto compiuto e far accettare ai genitori di Franca le nozze dei due giovani. Il padre e la madre di Franca, d'accordo con la polizia finsero di accettare le nozze riparatrici e addirittura il fatto che Franca dovesse rimanere preso l'abitazione di Filippo, ma il giorno successivo, 2 gennaio 1966 la polizia intervenne all'alba facendo irruzione nell'abitazione, liberando Franca ed arrestando Melodia ed i suoi complici.Franca Viola diventerà in Sicilia un simbolo di libertà e dignità per tutte quelle donne che dopo di lei avrebbero subito le medesime violenze e ricevettero, dal suo esempio, il coraggio di "dire no" e rifiutare il matrimonio riparatore. Franca Viola si sposò nel 1968 con un giovane compaesano amico d'infanzia Giuseppe Ruisi, ragioniere, che insistette nel volerla sposare, nonostante lei cercasse di distoglierlo dal proposito per timori di rappresaglie.Franca Viola fu la prima donna a denunciare uno stupro. La sua storia e tutto il dibattito che ha generato insieme ai successivi cambiamenti delle nostre leggi, fanno parte di un percorso dell’Italia verso un paese che rispetti i diritti delle donne che non è ancora concluso. Nonostante i diritti acquisiti, i traguardi raggiunti, la violenza contro le donne è un problema reale e in continuo incremento.

IL NUOVO CARDINALE MONTENEGRO CON IL COMPIANTO MONS. RAFFAELE INSANA ED ALTRE AUTORITA' CIVILI E RELIGIOSE

foto di Angelo Letizia.

giovedì 8 gennaio 2015

INIZIO DELLA MANIFESTAZIONE DEL "PRANZO DELLA SOLIDARIETA'"

VIAGGIO NELL'ALDILA'. IL BAMBINO TORNATO DAL PARADISO: "SONO STATO TRA LE BRACCIA DI GESU'....

È il 2003. Il 4 luglio – festa nazionale negli Stati Uniti – una normale famiglia americana che vive nel Nebraska, a Imperial, paesino agricolo che ha appena «duemila anime e neanche un semaforo», sta stipando di bagagli una Ford Expedition blu. I Burpo partono verso Nord per andare a trovare lo zio Steve, che vive con la famiglia a Sioux Falls, nel South Dakota (hanno appena avuto un bambino e vogliono farlo vedere ai parenti). L’auto blu imbocca la Highway 61. Alla guida c’è il capofamiglia Todd Burpo, accanto a lui la moglie Sonja e sul sedile posteriore il figlio Colton, di quattro anni, con la sorellina Cassie. Fanno rifornimento a una stazione di servizio nel paese dove nacque il celebre Buffalo Bill prima di affrontare immense distese di campi di granoturco. È la prima volta in quattro mesi che i Burpo si concedono qualche giorno di ferie dopo la scioccante vicenda che hanno vissuto il 3 marzo di quell’anno.
Il piccolo Colton quel giorno aveva cominciato ad avere un forte mal di pancia. Poi il vomito. Stava sempre peggio, finché i medici fecero la loro diagnosi: appendice perforata. Fu operato d’urgenza a Greeley, in Colorado. Durante l’operazione la situazione sembrò precipitare: «Lo stiamo perdendo! Lo stiamo perdendo!». Il bambino era messo molto male e passò qualche minuto assai critico. Poi però si era ripreso.Per il babbo e la mamma era stata un’esperienza terribile. Lacrime e preghiere in gran quantità, come sanno tutti coloro che son passati da questi drammi.
Dunque, quattro mesi dopo, il 4 luglio, la macchina giunge a un incrocio. Il padre Todd si ricorda che girando a sinistra, a quel semaforo, si arriva al Great Plains Regional Medical Center, il luogo dove avevano vissuto la scioccante esperienza. Come per esorcizzare un brutto ricordo passato il padre dice scherzosamente al figlio: «Ehi, Colton, se svoltiamo qui possiamo tornare all’ospedale. Che ne dici, ci facciamo un salto?». Il bambino fa capire che ne fa volentieri a meno. La madre sorridendo gli dice: «Te lo ricordi l’ospedale?».Risposta pronta di Colton: «Certo, mamma, che me lo ricordo. È dove ho sentito cantare gli angeli».
Gli angeli? I genitori si guardano interdetti. Dopo un po’ indagano. Il bimbo racconta con naturalezza i particolari: «Papà, Gesù ha detto agli angeli di cantare per me perché avevo tanta paura. Mi hanno fatto stare meglio». «Quindi», domanda il padre all’uscita del fast food, «c’era anche Gesù?». Il bimbo fa di sì con la testa «come se stesse confermando la cosa più banale del mondo, tipo una coccinella in cortile. “Sì, c’era Gesù”».
«E dov’era di preciso?» domanda ancora il signor Burpo. Il figlio lo guarda dritto negli occhi e risponde: «Mi teneva in braccio». I due genitori allibiti pensano che abbia fatto un sogno nel periodo d’incoscienza. Ma poi vacillano quando Colton aggiunge: «Sì. Quando ero con Gesù tu stavi pregando e la mamma era al telefono». Alla richiesta di capire come fa lui, che in quei minuti era in sala operatoria in stato d’incoscienza, a sapere cosa stavano facendo i genitori, il bambino risponde tranquillamente: «Perché vi vedevo. Sono salito su in alto, fuori dal mio corpo, poi ho guardato giù e ho visto il dottore che mi stava aggiustando. E ho visto te e la mamma. Tu stavi in una stanzetta da solo e pregavi; la mamma era da un’altra parte, stava pregando e parlava al telefono». Era tutto vero. Così come era vero che la mamma di Colton aveva perduto una figlia durante una gravidanza precedente. Colton, che era nato dopo, non l’aveva mai saputo, ma quella sorellina lui l’aveva incontrata in cielo e lei gli aveva spiegato tutto. Sconvolgendo i genitori: «Non preoccuparti, mamma. La sorellina sta bene. L’ha adottata Dio». Di lei il ragazzo dice: «Non la finiva più di abbracciarmi».
Comincia così, con la tipica semplicità dei bambini che raccontano cose eccezionali come fossero normali, una storia formidabile che poi il padre ha raccontato in un libro scritto con Lynn Vincent, Heaven is for Real (tradotto dalla Rizzoli col titolo Il Paradiso per davvero). È da questo libro – bestseller negli Stati Uniti – che vengono queste notizie. All’uscita, nel 2010, conquistò la prima posizione nella top ten del New York Times, e subito dopo dalla storia di Colton è stato tratto un film che è appena arrivato in Italia (dal 10 luglio), sempre col titolo Il Paradiso per davvero. Il film, col marchio Tristar, è diretto da Randall Wallace (lo sceneggiatore di Braveheart) e negli Usa ha avuto un grande successo. Può anche essere che da noi sia un flop, perché gli americani hanno una sensibilità religiosa molto più profonda di quella europea (il caso americano smentisce il paradigma della sociologia moderna, secondo cui la religiosità declinerebbe quanto più aumenta la modernizzazione).
La storia (vera) del piccolo Colton, peraltro, è una tipica esperienza di pre-morte, cioè un fenomeno che l’editoria e la cinematografia statunitense in questi anni hanno scoperto e raccontato molto. Anche perché i maggiori istituti di sondaggio Usa hanno scoperto che si tratta di un’esperienza estremamente diffusa.
Ne ho parlato nel mio ultimo libro, Tornati dall’Aldilà (Rizzoli), perché negli ultimi quindici anni la stessa medicina ha studiato approfonditamente questi fenomeni, scoprendo che non sono affatto da considerarsi allucinazioni, ma sono esperienze reali, vissute da persone in stato di morte clinica. Gli studiosi (io ho citato specialmente i risultati di un’équipe olandese) si sono trovati a dover constatare che la coscienza (anzi una coscienza allargata, più capace di capire)continua a vivere fuori dal corpo anche dopo che le funzioni vitali del corpo e del cervello sono cessate. È quella che – con linguaggio giornalistico – ho chiamato «la prova scientifica dell’esistenza dell’anima». Questi stessi studiosi, con le loro analisi scientifiche, concludono che non si possono spiegare queste esperienze se non ricorrendo alla trascendenza.
Mi sono imbattuto personalmente in questo mistero con la vicenda di mia figlia e mi sono reso conto, dopo aver pubblicato il mio libro, che tanto grande è l’interesse popolare, della gente comune, quanto impossibile è in Italia una discussione sui giornali (o in altre sedi) fra intellettuali e studiosi, su questi fenomeni. C’è letteralmente paura di guardare la realtà. La nostra è la cultura dello struzzo, quello che mette la testa dentro la sabbia per non vedere qualcosa che non vuole vedere. C’è come una censura sull’Aldilà e – in fondo – sul nostro destino eterno: «Tutto cospira a tacere di noi/ un po’ come si tace un’onta/ forse un po’ come si tace/ una speranza ineffabile» (Rilke).
Ma paradossalmente la censura sull’Aldilà (e specialmente sull’Inferno) c’è anche in un certo mondo cattolico che ha adottato «la sociologia come criterio principale e determinante del pensiero teologico e dell’azione pastorale» (Paolo VI). Così accade che, paradossalmente, la scienza è arrivata a constatare il soprannaturale, in questi fenomeni, prima del mondo ecclesiastico e teologico.
Eppure la Vita oltre la vita sarebbe l’unica cosa davvero importante. La sola degna di meditazione. È il grande conforto nel dolore della vita. È stata la grande meta dei santi.Forse bisogna aver assaporato proprio il dolore della vita e della morte per capire. Per avere questo sguardo e questa saggezza. Per lasciarsi consolare dalla Realtà di quell’abbraccio di felicità.
Eric Clapton, alla tragica morte del suo bimbo, scrisse una canzone struggente, Tears in Heaven, dove fra l’altro diceva: «Oltre la porta c’è pace, ne sono sicuro/ E lo so: non ci saranno più lacrime in Paradiso».
(di Antonio Socci)

lunedì 5 gennaio 2015

OLTRE 100 PERSONE AL "PRANZO DELLA SOLIDARIETA'"

“PRANZO DELLA SOLIDARIATA’ ” DEL MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI, CIRCOLO “G. LA PIRA”.
SI E' TENUTA, COME DI CONSUETO, NELLA CHIESA DEL SACRO CUORE LA X EDIZIONE DELL’ORMAI NOTA MANIFESTAZIONE --
Stefano Merlino - Il “Pranzo della Solidarietà”, organizzato come ogni anno dal Circolo “Giorgio La Pira” di Milazzo, in favore dei diversamente abili, degli anziani, delle persone sole e degli immigrati, giunto alla decima edizione, si è svolto lo scorso 3 gennaio 2015, nel salo...ne della Chiesa del Sacro Cuore. Sempre maggiore l’affluenza dei convenuti, oltre 100, che hanno potuto trascorrere una giornata in compagnia all’insegna della collaborazione e della reciproca solidarietà.
Dopo un lauto pasto, cucinato gratuitamente dal rinomato ristorante “Il covo del Pirata” della benemerita famiglia Zizzo, i partecipanti, allietati da musiche e canti offerti da fisarmonicisti, chitarristi e cantautori, si sono sbizzarriti esibendosi in varie danze e trascorrendo così alcune ore in serenità.
Alla fine è stato effettuato un sorteggio che ha assicurato a tutti di portare a casa un regalino.
Alla manifestazione era presente il Presidente Provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori, On.le Fortunato Romano, Il Consigliere Provinciale, Stefano Merlino, il Presidente dell’MCL locale, Carmelo Porcino accompagnato dai dirigenti del Circolo:  Giuseppe Stella, Rocco Rando, Stefano Lo Presti, Gianluca Stefanelli,  Filadelfio Corso e Giuseppe Capone, la Presidente della FilicusArte, Giuliana Perrone con i propri dirigenti: Caterina La Rosa, Barresi Caterina, Aimi Loredana, Rocco Amato e Giuseppe Caldarella, la Signora Spoto Trio, Presidente delle Associazioni caritative , rappresentanti dell’Associazione “Obiettivo Salute e Lavoro” di Ciccio D’Amico, il Presidente Giuseppe Foti dell’Associazione “Orgoglio e Cuore milazzese”, la Presidente dell’Associazione Empatia, Dr.ssa Barbara La Rosa.
Lo staff organizzativo dell’evento ringrazia sentitamente per il contributo spontaneo, volto alla ottima riuscita del pranzo, la Preside dell’Istituto Tecnico Commerciale di Milazzo, Prof.ssa Stefania Scolaro, che ha fornito i tavoli mancanti.
Un particolare pensiero va anche alle seguenti ditte:
-le farmacie: Manicastri, Alioto e Vece
-le macellerie: Stasi, D’Amico, La bistecca svizzera, La Fiorentina, Carne Più e Aiello
-i panifici: La Ciabatta, Furnari, Laganà ed ex Italpane di Via Umberto I°
-le dolcerie: English Bar, Amoroso, Alexander e Nicotina
-l’Industria vinicola Grasso
-l’Alberghiera
Si pone in rilievo la partecipazione alla manifestazione del cantautore Nino Cuscinà, della cantante Carmela Spartà e dei maestri fisarmonicisti Eduardo Marchetti e Vincenzo Catalano, che annualmente viene a Milazzo da Genova ove abitualmente risiede.

Grazie.... a quanti hanno permesso la realizzazione della X^ edizione del pranzo della solidarietà MCL 2015
























Il MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI Circolo" G. la Pira " di Milazzo, in occasione delle festività 
Natalizie, ha rinnovato il tradizionale -Pranzo della Solidarietà - sempre molto partecipato , quest'anno 
ha registrato circa centodieci graditi Ospiti , che hanno potuto trascorrere una giornata in compagnia 
all’insegna del divertimento e della reciproca solidarietà.Il “Pranzo della Solidarietà” organizzato dal Circolo
“Giorgio La Pira” di Milazzo, in favore dei diversamente abili, degli anziani, delle persone sole e degli immigrati, giunto alla decima edizione, si è svolto nella giornata di sabato 3 gennaio 2015 nel salone della Chiesa del Sacro 
Cuore. 
Dopo un lauto pasto, cucinato gratuitamente dal rinomato ristorante “Il covo del pirata” della benemerita
famiglia Zizzo, quanti hanno partecipato, allietati da musiche e canti offerti da fisarmonicisti, chitarristi e 
cantautori, si sono sbizzarriti esibendosi in varie danze e trascorrendo così alcune ore in serenità.
Alla fine è stato effettuato un sorteggio che ha assicurato a tutti di portare a casa un regalino.
Alla manifestazione era presente il Presidente Provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori, On.le Fortunato Romano, oltre la Presidenza locale del Circolo,organizzatrice dell’evento, ed i rappresentanti della Filicus Arte, Charitas, Croce Rossa e delle Associazioni: “Obiettivo Salute e Lavoro ed “Orgoglio e cuore milazzese”.
Si ringraziano sentitamente per il contributo spontaneo volto alla ottima riuscita dell’evento, le seguenti ditte:
-le farmacie: Manicastri, Alioto e Vece
-le macellerie:Stasi, D’Amico, La bistecca svizzera, La Fiorentina, Carne Più e Aiello
-i panifici: LA Ciabatta, Furnari, Laganà ed ex Italpane di Via Umberto I°
-le dolcerie: English Bar, Amoroso, Alexander e Nicotina
-l’Industria vinicola Grasso
-l’Alberghiera 
- I cantanti, i fisarmonicisti, i chitarristi ed i cantautori.
L'organizzazione ringrazia Il Parroco, Padre Marco, della Chiesa Chiesa Sacro Cuore di Milazzo per aver messo a disposizione il salone dell'oratorio e la preside dell'istituto tecnico Commerciale L. da Vinci , Prof Stefania Scolaro

domenica 4 gennaio 2015

LA PROVA CHE DIO ESISTE

la fede possono darla. Questa speranza ha due colonne. Nella sfera trascendentale della nostra esistenza lAntonino Zichichi: "Caro Umberto Veronesi, Dio esiste e la prova è l'universo. L'ateismo è la fede nel nulla e non rigore logico" (FOTO)
Redazione, L'Huffington Post 
Pubblicato: 18/11/2014 09:48 CET 

"La scienza non ha mai scoperto nulla che sia in contrasto con l'esistenza di Dio. L'ateismo, quindi, non è un atto di rigore logico teorico, ma un atto di fede nel nulla". Antonino Zichichi, fisico e presidente del World federation of scientistsnon è d'accordo con l'oncologo Umberto Veronesi e la sua tesi contro l'esistenza di un Potere divino e lo scrive sulle pagine del Giornale.
La speranza all'uomo del terzo millennio, solo la scienza e a colonna portante è la fede. Nella sfera immanentistica della nostra esistenza la colonna portante è la scienza. Noi siamo l'unica forma di materia vivente dotata della straordinaria proprietà detta ragione. La scienza ci dice che non è possibile derivare dal caos la logica che regge il mondo, dall'universo sub-nucleare all'universo fatto con stelle e galassie. Se c'è una logica deve esserci un Autore
Due colonne dunque sulle quali si regge la vita dell'uomo e un solo mezzo col quale comunicare tra generazioni:
La memoria collettiva permanente, meglio nota come scrittura, nata solo grazie alla ragione. È così che possiamo sapere cosa pensava Voltaire. Ed è sempre grazie alla scrittura che i nostri posteri potranno sapere cosa stiamo facendo noi avendo a disposizione la logica rigorosa teorica (meglio nota come matematica) e la logica rigorosa sperimentale (meglio nota come scienza)
L'uomo, con l'evoluzione, si è reso in grado di costruire ordigni in grado di "cancellare qualsiasi segno di vita in questo piccolo indifeso satellite del Sole", è capace di "produrre più bombe che cibo":


Nel secolo scorso, la follia politica ha causato milioni di vittime innocenti. Auschwitz e cancro sono due esempi di tragiche realtà. Una dovuta alla follia politica del nazismo, l'altra alla natura. Perché Dio non interviene per evitare il ripetersi di tante tragiche realtà?
Infatti, come la mettiamo con l'esistenza di DIo?
Se la nostra esistenza si esaurisse nell'immanente, il discorso sarebbe chiuso qui. Immanente vuol dire tutto ciò che i nostri cinque sensi riescono a percepire. Questi nostri cinque sensi sono il risultato dell'evoluzione biologica. C'è però un'altra forma di evoluzione che batte quella biologica: l'evoluzione culturale. L'evoluzione biologica della specie umana non avrebbe mai portato l'uomo a scoprire se esiste o no il supermondo, come facciamo al Cern. Né a viaggiare con velocità supersoniche. Né a vincere su tante forme di malattia che affliggevano i nostri antenati. La nostra vita media ha superato gli 80 anni e le previsioni vanno oltre i cento anni, grazie alla scoperta che il mondo in cui viviamo è retto da leggi universali e immutabili. Nel «libro della natura», aperto poco meno di quattro secoli fa da Galileo Galilei, mai una virgola è stata trovata fuori posto


Les photos de la Nasa qui ont marqué 2012

Reuters/Nasa

L'ouragan Sandy au-dessus des Bahamas

UNA GRANDE LEZIONE DI VITA

Una donna arriva disperata dal suo ginecologo e disse : Dottore Lei mi deve aiutare, ho un problema molto, ma molto serio.. Mio figlio ancora non ha completato ...un anno ed io sono di nuovo incinta, non voglio altri figli in un cosi corto spazio di tempo, ma si con qualche anno di differenza.. Allora il medico domandò: Bene, allora Lei cosa desidera che io faccia? La Signora rispose: Voglio interrompere questa gravidanza e conto sul suo aiuto. IL medico allora iniziò a pensare e dopo un lungo silenzio disse: Penso che abbia trovato un metodo per risolvere il suo problema meno pericoloso per Lei. La signora sorrise pensando che il medico aveva accettato la sua richiesta.. IL Dottore continuò a parlare: Allora cara signora, per risolvere il suo problema e non stare con 2 neonati in un così corto spazio di tempo, uccidiamo questo che è fra le sue braccia, cosi lei potrà riposare per 9 mesi finche avrà l'altro. Se dobbiamo uccidere, non fà differenza fra questo o quell'altro, anche perchè sacrificare questo che lei ha tra le sue braccia è molto più facile, perchè non ci saranno rischi per Lei. La donna rimase molto più che disperata e disse: NO dottore uccidere un bambino è crimine!! Il dottore rispose: Anch'io la penso come Lei, ma Lei era tanto convinta che ho pensato di aiutarla. Dopo alcune considerazioni, il dottore capì che la sua lezione aveva fatto il suo effetto, e riuscì a far capire alla madre che non c'era la minima differenza fra quello tenuto in braccio e quello dentro del suo ventre.. Sorrise e disse: ci vediamo fra una settimana per la prima ecografia e per sentire il cuoricino del fratellino.. Se ti piace Condivide.. Possiamo provare assieme a salvare una vita

CAMPAGNA "DAL SEME AL CIBO" MCL